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Pubblicato il da UAAR Catania


Festa di Sant'Agata controllata dalla mafia, depongono due investigatori.


La deposizione di due sottufficiali della guardia di finanza sull'attività delle indagini svolte ha caratterizzato l'udienza del processo a sette presunti appartenenti alla famiglia Santapaola accusati di associazione mafiosa finalizzata ad ottenere i giusti vantaggi nella gestione dei festeggiamenti per Sant'Agata, Patrona di Catania. Imputati sono Nino Santapaola 47 anni, nipote del boss Benedetto; il figlio minore di quest'ultimo, Francesco, di 36 anni; Salvatore Copia di 38; quattro esponenti della famiglia Mangion, Enzo di 49 anni, Alfio di 36, Vincenzo di 32 e Agatino di 36. Di concorso esterno è accusato l'ex presidente del circolo S. Agata alla Collegiata, Pietro Diolosà ( notare questo cognome ).

Il 'controllo' della festa, secondo l'accusa, avveniva attraverso il Circolo, che gestisce le uscite e le fermate del busto reliquiario della Santa Patrona e delle Candelore, ceri di legno portati a spalla che vengono fatti 'ballarè durante la processione. La Procura ritiene che la gestione della festa fosse più importante sul fronte dell'affermazione del potere del clan che per il profitto generato dalle fermate davanti a certe bancarelle. Il processo riprenderà il 2 luglio.

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