Io non voglio essere governato dall’Opus Dei.

Pubblicato il da UAAR Catania


Il caso... di Salvo Zappalà


L’Università La Sapienza di Roma ha invitato il papa ad inaugurare l’anno accademico. Com’e’ noto alcuni professori di fisica hanno espresso il loro dissenso per le tesi del papa sul processo a Galileo. Secondo il papa il processo a Galileo sarebbe stato un processo equo e ragionevole.

È nata una contestazione da parte degli studenti e alla fine il papa ha deciso di soprassedere e di non partecipare.

Desidero esprimere la mia opinione in merito al fatto accaduto.

La mia opinione:

Bisogna partire da un punto semplice: è possibile contestare il papa? La risposta e’ si.

Su quali argomenti e in quale maniera bisogna contestare il papa? Il papa va contestato in materia teologica e di fede e in riferimento alla sua attività.

Un papa può inaugurare l’anno accademico di un’università? No, è un compito che spetta al rettore. Può fare un suo intervento all’università? A certe condizioni sì.

Papa Benedetto XVI ha le credenziali per parlare all’università?

Secondo me Benedetto XVI non ha diritto di parlare alla Sapienza e nessun’altra universita’ (statale, cattolica, privata, ecc.). La ragione e’ molto semplice.

Il papa è stato prefetto alla Congregazione per la dottrina della fede. La CDF e’ una specie di ministero dell’interno del Vaticano, controlla tutto cio’ che viene detto e scritto in Vaticano ed e’ il custode dell’ortodossia. Tutti i problemi dottrinali piu’ spinosi (aborto, eutanasia, ecc.) e’ di competenze di questo organo.

Ha anche il compito di controllare i teologi. Opera come un vero e proprio tribunale. Le procedure della CDF sono molto contestate dai teologi. Alla CDF non si applicano i diritti umani in quanto si occupa di materia di fede così come sancito dalla Donum veritatis.

Il processo alla CDF contenuto nel Ratio agendi e’ un processo penale inquisitorio con poche garanzie per l’imputato, segreto.

La caratteristica principale del processo inquisitorio e’ quella di essere un processo scritto e segreto, con una significativa sproporzione fra i poteri delle parti a tutto vantaggio dell’accusa, grande potere d’ufficio e di conduzione del giudice. Il processo del tribunale della Santa Inquisizione e’ una estremizzazione di questo modello processo.

La procedura della CDF non chiarisce molte fasi e i tempi del processo. Addirittura il libro del teologo viene sottoposto ad un esame segreto (quasi fosse la bomba di un terrorista), ma non è specificato quanto tempo duri l’indagine. La denuncia della pericolosita’ di un libro e’ affidata a chiunque, con qualunque mezzo. Al teologo imputato non vengono comunicati i nomi dei propri accusatori (reticito nomine) ed e’ capitato che fino alla fine del processo il teologo non conosca i nomi dei propri accusatori. Durante il processo, gli viene sospeso il corso e non puo’ parlare pubblicamente. Spesso si crea un clima di scontro sulle riviste teologiche (vedi il caso Dupuis) a cui l’interessato non puo’ neanche partecipare per giustificare o difendere le proprie idee.

Inoltre la Cdf non ha l’obbligo di pubblicare le sentenze che emette, ma solo una facolta’ di decidere se e come pubblicare le sentenze (art. 21). In pratica la Congregazione per la dottrina della fede e’ un tribunale semisegreto che opera su 5 continenti, fa processi penali e non pubblica neanche le proprie sentenze.

Con questo armamentario Giovanni Paolo II e il Cardinale Ratzinger (1981-2005) hanno messo sotto processo i migliori teologi (Kung, Haering, Dupuis, Metz, Boff, Gutierrez, Drewermann, Haight, Sobrino, la teologia della liberazione, la teologia del pluralismo religioso ecc.). Hanno perso le cattedre. Ratzinger ha fatto chiudere interi studi teologici in America Latina, pur di distruggere la teologia della liberazione.

Addirittura in Spagna, il teologo Juan Masià Clavel ha visto le copie del suo libro “Conversazioni di bioetica” sequestrate perche’ esprimeva tesi non in linea con il magistero. Ha perso la cattedra alla Pontifica universita’ di Comillas e tutti gli incarichi in vaticano.

Ratzinger è stato spesso l’arbitro spesso molto parziale di importanti dispute teologiche, come nel caso del gesuita Dupuis. Il libro Verso una teologia cristiana del pluralismo religioso, da un lato e’ un poderoso trattato teologico sulle questioni dei rapporti tra le religioni e il dialogo interreligioso, dall’altro esprime una visione della chiesa “globale”, molto aperta alle culture locali e non occidentali e impegnata nelle prassi di liberazione dei poveri. Alla fine il processo Dupuis ha avuto più lo scopo di liberarsi di un pericoloso nemico, che la volontà di ricercare il confronto.

I teologi si sono ribellati a questo sistema già dal 1989 con il Manifesto di Colonia, a cui è seguita la Donum veritatis, in cui si dice che il teologo non può esprimere in pubblico le proprie opinioni personali su materie controverse, o mobilitare il popolo di Dio su argomenti controversi, non può esprimere dissenso nei confronti delle gerarchie, ma solo leale ossequio. Non deve avere spirito critico, ma solo gli viene riconosciuta una più blanda esigenza critica.

Il Caso Curran e’ inoltre un caso significativo. Questo teologo sosteneva delle tesi non allineate al magistero. Aveva chiesto di cambiare insegnamento, ma di non adeguarsi alle idee del magistero. Ha lamentato le procedure poco garantiste della CDF di fronte ai giornalisti. La Cdf lo ha condannato, perche’ non e’ possibile non sottostare al magistero della Chiesa. Si vede qui il contrasto tra la liberta’ di ricerca del teologo e il Magistero.

Alla luce di quello che e’ stato esposto a me sembra che Ratzinger sia la persona meno adatta a parlare in un’universita’ (statale e non). A me personalmente non piacciono i sistemi e i metodi. Ratzinger ha leso nella sua qualita’ di prefetto alla Congregazione per la dottrina della fede la liberta’ di espressione e di ricerca di molti teologi, oltre ad aver negato le piu’ elementari garanzie processuali ai teologi. Secondo me Ratzinger ha gravissime responsabilita’. Per me e’ assurdo pensare che possa esistere un tribunale che opera su cinque continenti che fa processi penali su crimini di pensiero (eresia) e che – cosa gravissima – non pubblichi tutto il suo lavoro.

Fanno processi segreti, perche’ con processi pubblici e discussioni trasmesse sulle televisioni di tutto il mondo su molte questioni la curia verrebbe semplicemente contestata e boicottata. Penso che molte npersone apprezzerebbero di più la “chiesa globale” di Dupuis alle ossessioni di papa Benedetto XVI.

Da giovane Ratzinger scrisse il documento con il Cardinale Frings si scagliò contro il Santo Uffizio oggi CDF, sotto papa Giovanni Paolo II e’ divenuto invece il difensore più oltranzista della CDF e ha imposto un duro regime a tutta la Chiesa. Credo che mai forse si sia visto un papa tanto estremista e così schierato politicamente a destra. Ormai la Chiesacompendio di dottrina sociale del 2003 ha abbracciato il conservatorismo compassionevole e la dottrina della guerra preventiva. Leggendolo, si può solo notare l’influenza e il linguaggio di think tank americani (Acton Institute, American Enterprise Institute) vicini a Bush. Dall’Acton proviene Olasky autore del libro conservatorismo compassionevole e dall’AEI il teologo Michael Novak, attuale consigliere di G.W. Bush. Si cerca di far passare come dottrina infallibile ed universale quello che è semplicemente di alcuni ceti e di alcuni think tank.

La chiesa con Ratzinger ha adottato in toto le idee di Josè Maria Escrivà, fondatore dell’Opus Dei, autore del libro piu’ mostruoso che mente umana abbia mai potuto concepire Cammino. L’essenza del cristianesimo si trova in quel libro: la mentalita’ del Taci e obbedisci, della devozione, del bando alle libere discussioni e della ragione critica, autoritarismo morale, cilizio, unita’ nella sottomissione, glorificazione dell’autoritarismo e dei governi totalitari.

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