Scapagnini ritorna a Catania dopo tre anni
Professore, cosa ha provato quando è stato avvolto da quell’applauso interminabile?
“Un’esperienza fantastica, come uno che torna alla vita. Sono stato dieci mesi in clinica, in coma pre-mortale. Ho ricominciato come un bambino, da zero. Ho dovuto imparare a camminare, a respirare, a digerire”.
Cosa è successo?
“Succede che esiste una stretta correlazione tra tumore e stress, lo metta in risalto per cortesia. Ho passato anni faticosi. Così, le difese immunitarie si abbassano e il male ha il sopravvento. Le cure sono state pesanti. Sono entrato in clinica con valori incompatibili con la vita. E – lo ripeto – sono tornato alla vita”.
Una buona e dura battaglia. Come ha trovato la forza di combatterla?
“Io sono un uomo di scienza, ma anche di fede. Sono devoto di Padre Pio. Questo mi ha aiutato, mi ha dato la carica positiva. Devi crederci, devi coltivare la speranza in condizioni difficili. Se ti lasci andare è finita. Avevo una voglia fortissima di tornare. E’ stata fondamentale. Devo fare troppe cose che ho lasciato in sospeso”.
Un miracolo?
L’anticorpo ha fatto il suo effetto. Ma qui siamo tra lo scientifico e lo spirituale. C’era gente che partiva per Medjugorjie. Gruppi di preghiera pure in Brasile, organizzati dalla mia ex compagna brasiliana e sua madre. Un’altra mia compagna del Libano era andata in pellegrinaggio dalla Madonna.
ohibò ma che buontempone ’sto “signore”: prima ti fa ammalare (o non interviene per farti star bene), poi quando stai lì lì ti fa vedere il tunnel (che fa molto scena da film) epperò poi interviene un picchio qualunque che ti dice che sei su scherzi a parte e il signore non ti vuole morto, puoi tornare indietro e fare tutti i misfatti che vuoi…
se esistesse davvero lo troverei spassoso questo “signore”